"Blaze Koneski" Faculty of Philology

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    Item type:Publication,
    Una comunicazione metafisica: Liljana Uzunovic e Italo Calvino
    (Blaze Koneski Faculty of Philology, 2024)
    Talevska, Irina
    Sybille Krämer, la filosofa tedesca dei media e della conoscenza, nel suo libro dedicato alla medialità individua un’ironia quando il principio metafisico sviluppato da Platone in poi viene applicato al fenomeno moderno dei media. Secondo il principio metafisico, ciò che esiste realmente si trova al di là delle apparenze del mondo percepibile, il senso deve essere “depurato dalle scorie della sensibilità” (Krämer). Ma se questa metafisica viene applicata ai media, secondo Krämer, si assiste ad una particolare ironia: “(…) I media tendono a dissolvere e a rendere invisibile la loro propria materialità e corporeità in funzione del senso e dei contenuti comunicati attraverso di essi. Se, quindi, riflettendo sui media pratichiamo un gesto metafisico, si viene a produrre un rovesciamento ironico del principio metafisico: dietro al contenuto mediale palese, infatti, possono essere portate alla luce la materialità e tecnicità nascoste dei media!” E oggi, questo rovesciamento, la tecnicità dei media, in senso generale, ha ormai permeato anche il processo di traduzione. Il presente saggio si propone di mettere in luce un atto opposto, un atto di resistenza all’afflusso della tecnologia nelle sfere della riflessione umana – in cui il processo di traduzione occupa una posizione fondamentale approfondendo una piccola parte del lavoro di una delle traduttrici più apprezzate nel contesto macedone: Liliana Uzunovic. In particolare, ci soffermeremo su alcune sue traduzioni di Italo Calvino, cercando di analizzare il processo di traduzione di un testo letterario/filosofico come un atto di comunicazione metafisica fra l’autore e il traduttore.
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    Verità taciute a fatica: confi ni e identità, muri e obiettivi dell’imperialismo psicologico
    (Firenze University Press, 2009)
    Banovikj-Markovska, Angelina
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    Gli equivalenti del gerundio italiano e francese nel macedone
    (University of Zagreb, 2022)
    Ivanovska-Naskova, Ruska
    ;
    Hadzi-Lega Hristoska, Joana
    Il contributo si focalizza su uno dei modi non finiti dei sistemi verbali dell’italiano, del francese e del macedone – il gerundio. Benché tutte e tre le lingue presentino il gerundio, ci sono delle differenze tra i sistemi verbali in questione. L’articolo mira a identificare alcuni aspetti convergenti e divergenti tra i tre sistemi esaminando gli equivalenti macedoni del gerundio italiano e francese in alcuni tipi di subordinate avverbiali. L’analisi contrastiva è basata su coppie di esempi tratti da opere letterarie italiane e francesi con le rispettive traduzioni in macedone. I risultati dell’analisi suggeriscono che in alcuni casi il gerundio viene tradotto in macedone con lo stesso modo, ma in altri casi, per vari motivi, l’equivalente è una frase subordinata con un verbo di modo finito o un’altra struttura. Il contributo verte anche sulle implicazioni glottodidattiche delle asimmetrie rilevate tra le lingue.
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    La poetica meridionale e transculturale di Armando Gnisci
    (2022-10-27)
    Anastasija Gjurcinova
    Le poetiche transculturali stanno alla base dell’attività scientifica di Armando Gnisci (1946-2019), illustre studioso italiano di letteratura comparata, professore universitario a La Sapienza di Roma, e figura emblematica della transculturazione. Nato a Martina Franca, in Puglia, Gnisci ha sempre considerato le sue origini meridionali un buon punto di partenza per le sue future riflessioni sulle specificità culturali di tutti i Sud del mondo. Il pensiero di Gnisci ruota attorno ad alcuni concetti fondamentali: la decolonizzazione, la creolizzazione e la transculturazione. Essendo uno dei maggiori studiosi della letteratura di migrazione in Italia, Gnisci ha individuato anche nelle scritture migranti valentissimi esempi di transculturalità. Il suo Manifesto transculturale, lanciato nel 2011, sostenuto e firmato da centinaia intellettuali del mondo, negli anni seguenti è stato rielaborato prima nel volume Via della Transculturazione e della Gentilezza (2013) e poi pubblicato in forma integrale nel suo ultimo libro, Esercizi italiani di anticolonialismo (2016). La “poetica transculturale” di Gnisci ha avuto un’ampia ricezione, a livello quasi planetario, ma particolarmente significativa in alcune zone “periferiche”, come in certi paesi dell’Africa, in Cina, nel mondo arabo e soprattutto nell’America Latina. A Cuba la sua poetica si è “creolizzata” nell’incontro con il pensiero caraibico, grazie alla fitta collaborazione con Roberto F. Retamar e La casa de las Américas. Sul continente europeo si seguono le tracce della sua presenza in Europa Orientale, in particolare in Slovacchia, dove le sue riflessioni si sono intrecciate con quelle del comparatista Dionýz Ďurišin e del suo concetto delle “comunità e centrismi interletterari”. La fortuna del pensiero transculturale di Armando Gnisci nei Balcani e nella Macedonia del Nord oscilla tra la traduzione (decine di articoli tradotti in lingua macedone, oltre ai due volumi: Letteratura comparata e Creolizzare l’Europa) e la ricezione accademica (approfondimento continuo del pensiero di Gnisci nell’ambito dei corsi universitari di italianistica e di comparatistica). Armando Gnisci ha saputo interpretare il fatalismo del Sud, sottolineando che anche l’approdo dei dannati di tutti i Sud è arrivato proprio dal Sud della penisola italiana. Le sue poetiche meridionali e transculturali hanno viaggiato con successo in altre culture, inserendosi nella pluralità dei diversi Sud del mondo.
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    Le eterotopie dell’orrore: i luoghi del Lager in Primo Levi
    (Ss. Cyril and Methodius University, Blaze Koneski Faculty of Philology, 2018)
    Irina Talevska
    Questo intervento offre una “lettura” dei luoghi del lager testimoniati da Primo Levi quale eterotopia: spazio che dissacra la cultura umana, “contestazione, nello stesso tempo, mitica e reale del luogo in cui viviamo” (Foucault). L’intervento mira a proporre la tesi che le eterotopie, anche dopo l’esperienza storica dell’estremo “cannibalismo” della seconda guerra mondiale, continuano a sussistere come punti oscuri di estrema pericolosità all’interno delle società contemporanee. Sembra che con i Lager si sia creata una nuova “antropologia dello spazio”, per dirla con Abraham Moles. I Lager esibiscono una realtà che oltrepassa l’intelligibile, diventa un referente eterotopico, una distopia effettivamente realizzata.
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    Syria Poletti: lo strano mestiere di esistere tra due mondi
    (Филолошки факултет „Блаже Конески“ - Скопје, 2018)
    Михајловиќ-Костадиновска, Сања
    Anche se dopo emigrare verso l'Argentina, la scrittrice veneta Syria Poletti adottò lo spagnolo come unica lingua di espressione, il suo primo romanzo "La gente con me" sembra dominato da un bipolarismo del quale soffrono molti scrittori migranti. La protagonista Nora Candini, un alter ego della scrittrice, lavora come traduttrice, un mestiere che da una parte la terrà vicino alla sua vocazione della parola, ma dall’altra farà che sia impossibile allontanarsi dai fantasmi del passato. In questo romanzo si oppongono due mondi lontani, quello dell'origine, dell'infanzia, dell’Italia che alleva i suoi figli solo per mandarli via e quello del paese ospite, di una Argentina che li divora come un mostro, ma dove alla fine uno lo divorano i propri dilemmi morali, le proprie frustrazioni di una donna intellettuale.
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